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日志


4月14日

La sciarpa del tifoso

Ogni categoria ha un suo elemento di riconoscimento, anche il tifoso ne ha uno: la sciarpa.
La sciarpa è qulla parte del vestiario che durante l'anno odi perchè la devi mettere per ripararti dal freddo, ma che quando vai allo stadio è d'ordinanza, anche col sole a picco.
Prima di partire per lo stadio, durante la ricognizione del necessario, fazzoletti, giacca, impermeabile se fa brutto tempo, portafoglio vuoto o quasi, biglietto, alla fine dell'elenco viene sempre lei la sciarpa.
La mia sciarpa è amaranto, e ha una storia già segnata da vari avvenimenti importanti.
L'ho acquistata al mercatino americano, e ricordo che nella partita della domenica successiva al nostro incontro il Livorno guidato da Bonaldi pareggiò 1 a 1.
Come avrete capito la sciarpa è con me dalla C-2.
Insieme a lei, perchè con la sciarpa condividi i momenti sportivi, ho vissuto la promozione in C-1 di Reggio Emilia allo stadio del Giglio, con destro di Bonaldi che s'insacca e relativa corsa verso i tifosi amaranto in delirio, oh la C-1 a quei tempi era un miraggio. O vviamente questi momenti del passato li vivevo non in diretta allo stadio, ma il lunedì sera su Granducato che trasmetteva in differita le partite del Livorno.
La C-1 io e lei l'abbiamo passata a sognare l'Armando Picchi, vado o non vado, con chi vado, non viene nessuno, via non vado, però cascasse il mondo all'amichevole estiva Rosignano-Livorno non sono mai mancato, anche se non ho mai recuperato niente, autografi a parte.
La C-1 Jaconi, Protti e la promozione in serie B, e il giorno dopo gita Pisa, con il liceo, con il pullman tappezzato di bandierine, sciarpe e mafliette amaranto a sfottere gli automobilisti pisani, uno ci mandò anche in culo, gli altri ridevano, in fondo si sfotteva un po', è così che deve essere.
La serie B è stata un lampo è durata pochissimo, anche se io e lei pensavamo che ormai con la B avevamo trovato una degna collocazione.
Ma dopo 55 anni per i più vecchi e per me molti meno è arrivata la serie A.
Che detto così sembrano bricioline ma la serie A è un impegno serio, e una goduia come spettacolo.
Incredibile a dirsi ma la prima di serie A allo stadio non l'ho fatta insime alla sciarpa... Beh sì io e Corrado siamo andati allo stadio, ma i biglietti erano nel settore ospiti, non era il caso di portarla, ma lì, in quei 90 minuti di calcio io ho capito che la mia squadra è il Livorno.
E' la squadra della città che mi ha visto crescere negli anni del liceo, quella in cui ho fatto amicizie, quella che sento mia, e quando vedo giocare il Livorno penso alla città.
In serie A poi dopo quella volta sono tornato allo stadio.
Non frequentemente visto che i biglietti non te li regalano ma quando posso vado volentieri.
Dopo anni di Castel di Sangro, Spezia, Lucchese allo stadio ho visto il Torino, chepiù che una squadra è un simbolo.
Poi meraviglia delle meraviglie, in un anno di follie, il Livorno va in coppa Uefa.
Livorno va in Europa, e io contro i Glasgow Rangers c'ero, e c'era anche il diluvio universale, ma che festa. Sport allo stato puro, è stato bellissimo, anche se abbiamo perso. Vabbè però gli scozzesi sotto la pioggia sono avvantaggiati.
Ancora serie A ed ecco l'Udinese, e poi anora la Juve ma nella curva giusta e poi oggi il Cagliari.
Scontro salvezza, io e la sciarpa ci siamo per rendere in termini di tifo quello che la squadra ci ha dato come passione, e il bigliettoa un euro era ghiotto.
Due minuti e siamo in vantaggio e nelle vene c'è una bolgia di emozioni e nell'esultare una gioa tremenda, poi la storia paròla di una doppietta di Acquafresca che quasi condanna il Livorno alla B, Acquafresca che può cambiare nome in docciagelata da come ha fatto calare la paura in uno stadio quasi al completo. Prtita finita rimaniamo io e la sciarpa sul pullman verso casa tutti e due sconfitti, matutti e due orgogliosi di quello che siamo, molto probabilmente il Livorno retrocederà ma non sarà un problema per noi, e poi per una sciarpa del Livorno retrocedere fa parte del gioco, non è mica una della Juventus che è abituata a vincere gli scudetti.
Io e la sciarpa ci siamo pronti a vivere nuove emozioni e anche a stare un po' male come oggi.
Dai Livorno dai Livorno alè alè!!!
          
1月11日

titolo (obbligatorio)

Salve tutto bene? Siete più passati da questo blog? No!? Non preoccupatevi neanche io l'ho fatto. Siete tutti perdonati, tutti tranne te che stai leggendo questo intervento. (delirium tremens)...
Vediamo un po' cosa posso raccontare... umh ho ricominciato a studiare sul serio, faccio meno giri d'Italia (per fortuna, questo concedetemelo), ho un giacchetto di pelle tipo Fonzie,(ma non riesco comunque ad accendere nessun elettrodomestico battendo un pugno sul muro, forse non dipende dal giubbotto...ci devo riflettere...), uso le parentesi come fossero virgole, ho una nuova cintura per la chitarra grazie a Danilo, mi devo comprare un plettro perchè glia ltri gli ho tutti persi... vergogna Colombo, vergogna..., devo dire una cosa a Nico ma non trovo le parole da mesi (e non si tratta di omosessualità), ho voglia di uscire con i miei amici, ho voglia che la Caporta (chissà come si scrive) riapra per richiudere ogni giorno per razziare il frigo con il Socio (Ceres sei stata sconfitta!!!), il mio fegato non dà più segni di vita, il mio culo sta prendendo le forme delle sedie su cui passo le giornate a "studiare", sono profondamente arrabbiato per la strage di Torino (nomino solo questa usandola come simbolo per tutta la serie di omicidi sul lavoro), ma non solo con i proprietari della fabbrica, ma anche e soprattutto con le organizzazioni dei lavoratori sindacati in testa, sono sempre più convinto che i problemi si possano risolvere dal basso e meno dai vertici. Sono sempre più convinto che chi ha sempre sostenuto che il capitalismo è una buona politica economica non si possa lamentare di come gira il mondo. Il liberismo non è per i poveri ma per gli imprenditori mi sembra un concetto semplice, ma solo pochi lo hanno in testa, spero di sbagliarmi.
Devo evitare di farmi prendere questi sfoghi politici.
Non ho una casa mia, ho una ragazza che è la fine del mondo e va oltre ogni mio desiderio, non ho una sicura prospettiva davanti, ma qualche mattoncino comincio a metterlo, ho pochi soldi in tasca e idee tante su come spendere, sono più o meno un ventenne del mio tempo.
    
10月25日

Dedicato a...

Siamo nascosti, siamo protetti, siamo lontani ma una brezza fredda ogni tanto ci sfiora, e allora ci spostiamo e ricominciamo. Se la tempesta ci verrà a cercare noi saremo qualche nuvola più in là.  
8月7日

ora scrivo

Non so cosa voglia dire "vita di coppia" però credo di poter dire che c'è qualcosa che fa stare unite due persone. non so bene ch cosa sia, non è facile da dire però so che c'è perchè io lo sto provando.
C'è qualcosa che mi fa alzare pensando alle sue azioni e che mi fa sentire unico e speciale quando mi vedo riflesso, e un po' bruttino, nei suoi occhi, ed è la stessa cosa che mi fa chiudere gli occhi più sereno dopo che le ho detto buonanotte anche se non vedo la porta di casa chiudersi dietro alle sue spalle, mi accontento dell'ascensore.
C'è qualcosa che mi ha fatto rsistere dall'altra parte del telefono, sia quando le ore passavano veloci sia quando gli esami l'hanno fatta essere pù nervosa... Qualcosa di strano, anzi no di inusulale e raro, qualcosa di speciale forse unb po' delicato come lei, anche se lei è preziosa... Forse quel qualcosa che cerco di descrivere attraverso queste immagini è proprio lei, forse è solo lei che provoca tutto questo, chissà se anche io faccio tutto questo bel casino....
Boh, insomma ora come ora che sia lei o che sia qualcosa che non conosco nascosto dentro di me non è importante, l'importante è che ci sia, e che continui ad esserci.  
7月27日

il titolo non conta

Il titolo non conta e non conta neanche che tutti leggiate questo commento, quello che conta è che io lo scriva, ma non ora. dopo forse.... 
6月25日

Scoperta

Salve, giorni fa ho deciso di dare una pulita in camera mia, che, per chi non lo sapesse, è una zona della casa disastrata dove io tiro la roba un po' qui e un po' lì.
Vista la mia nota voglia di fare pulizia ho solo tolto una busta dalla mensola che ho sopra il letto. Nella busta in questione ho trovato un sacco di fogli piegati, molti sono ricordi altri sono cose che ho scritto in passato, visto che alcune delle vecchie cose scritte non sono poi malaccio le copio qui sul blog.
Buona lettura!
 
Quando entrai in quella chiesa, mi sentii a disagio.
Appena varcata la soglia dell'alto portale in legno venni assalito dal forte odore di incenso e fiori che proveniva da una cappella laterale.
Feci pochi passi e mi resi conto di essermi immerso in uno dei luoghi più bui che avessi mai visto, l'unica luce era quella che filtrava dalla finestra colorata lungo le finestre colorate lungo le navate che raffiguravano un esercito di Santi e Sante che rivolgevano i loro occhi estasiati verso un unico punto: l'altare.
Percorsi la navata centrale tenendo ben fissa in mente l'immagine che avevo di fronte: l'altare in pietra scura che veniva incendiato da un enorme rosone che espandeva la forza di Dio.
La luce era lì di fronte a me, potevo toccarla senza afferlarla mai. La luce esplodeva dai vetri dl rosone e amplificava la forza del Signore.
Non c'erano statue di eroi belligeranti, non c'erano glorificazioni dedicate a vincitori di battaglie passate, c'era solo un altare, una pietra scura con sopra un uomo fermo sulla croce. Un Dio sofferente stava immobile su quella croce, un uomo colpito dall'uomo suo fratello implorava da quelle due assi di legno, un Dio sacrificato per i suoi figli piangeva l'abbandono del padre.
Fu così che mi tolsi i vestiti e li donai al mendicante che dormiva su una delle panche della chiesa, e decisi di sdraiarmi di fronte all'altare con le braccia aperte imitando l'uomo che si era fatto Dio.
Non ci volle molto prima che arrivassero i difensori del culto che colpendomi più volte alle spalle mi fecero rialzare, iniziarono a insultarmi, mi dissero che non avevo rispetto per il Signore, mi dettero degli stracci per coprire il mio corpo peccaminoso e caccaciandomi dalla chiesa mi gettarono la mia corona: un vecchio cappellaccio da cacciatore pieno di buchi con il quale fare l'elemosina.
Perchè come dissero loro un folle come me non può che vivere di elemosina.
I folli come me elemosinano i tozzi di pane degli altri e li considerano preziosi pani appena sfornati, vagano di città in città bevendo sorsi d'acqua come se fossero un vino delicato. I folli come me non possono permettersi di amare per non dover poi fare del male, ma questo fa parte della vita, in gioco in cui ognuno ha la sua croce.
 
6月5日

Keith Haring

Keith Haring era un artista che a me piace un sacco e siccome io lo reputo un ganzone ve lo propongo un po'. Se non vi piace provate a reclamare da lui visto che è morto nel 1990.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Piaciuto?
Se a Pisa vedete tutta la facciata di un palazzo dipinta in questo stile, beh è un'originale.
 
6月4日

Ritorno

Cari miei ritorno a scrivere sul blog dopo una lunga assenza.
Ieri sra sono tornato dopo mesi al pub (la foto qui sotto è per farlo vedere a chi già lo conosce e farlo scoprire a chi non lo conosce), e non so bene perchè mi è venuta voglia di scrivere, sarà stata la mostra di Bettina, sarà stata la compagnia, ma ho avuto voglia di buttare giù qualcosa.
Io vi propongo quello che ho scritto e come sempre vorrei leggere i vostri commenti qua sotto, anzi vi chiedo anche una cosa non so se chiudere qui il racconto o farlo andare avanti, perchè non mi date un consiglio?
Il racconto è qui di seguito e non ha un titolo.
 
 
Sshhh! Silenzio, questo è il mio momento, di solito non parlo mai, ma adesso so che avete bisogno di sapere che ci sono e che volete sentire la mia voce, e come ogni presenza rassicurante che si rispetti vi racconterò una storia.
La pioggia batte sui vetri e disturba le vite di chi guarda attento aspettando che cada l'ultima goccia, ma la pioggia cade anche per far compagnia a chi non si cura di lei, ed anzi la invoca per rendere speciale un attimo della propria vita, perchè un passo sotto la pioggia  è da poeta, perchè fare l'amore sotto la pioggia ti fa sentire immortale. La pioggia cade anche sul cappello dei ricchi signori che attraversano i boulevards, gente che mi apprezza solo dopo aver pagato, solo dopo aver pagato i miei respiri falsi, per il mio sudore di lavoratrice e per la mia umiliazione quotidiana.
Sono la stella di questo bordello, lavoro con le bugie, più o meno come gli avvocati che mi toccano la sera, ma io non sono ben vista in società come loro. Faccio questa vita aspettando di sentirmi dire che non sono più all'altezza del mio ruolo e allora già so che mi rimarrà solo la strada o un pazzo che s'innamori di me, e allora controllo bene il mio trucco e dormo controllando che il mio seno sia ancora sodo.
Spesso piango ma solo quando piove, la nonna diceva che la pioggia sono le lacrime degli angeli, spero solo che non si offendano se mi aggiungo a loro.
Piango perchè così mi sento vera, solo così so di fare una cosa tutta mia, la mia risata sa solo mentire.
Vivo ai margini, ma anche io vivo, ma nessuno si accorge di me, se non quando s'insinua dentro di me.
Mi guardo allospecchio quando sono sola e aspetto che entri il prossimo, che sarà pronto ad usarmi, e a dimenticarsi che io vivo, allora spero che io nello specchio continui a vivere, che al di là di quella lastra io esca da questa camera male ammobiliata e polverosa per vivere tra la gente potendo dire che ci sono e lasciare una traccia indelebile.
 
 Vi rinnovo l'invito a lasciare commenti e a dirmi se continuare o meno.
 
4月15日

Sampei

SAMPEI E' UN BONONE, ha sdoganato le orecchie a sventola prima ancora del principe Carlo d'Inghilterra Sampei ganzoabbestia
 
3月19日

viaggi e miraggi

Sono qui fermo che ti aspetto, mi muovo solo per venirti incontro.
 
 
 
3月12日

Accade di rado

Accade di rado, ma può succedere che una giornata cominciata male possa girare in bella, non serve molto basta riacquistare un po' di tranquillità e sentire delle voci vicine.
Ti svegli con un mal di testa terribile con poche ore di sonno sulle spalle, e con la prospettiva di passare una giornata inchiodato su una seggiola o al massimo nel vagone di un treno, beh l'inizio della giornata non ti incoraggia, magari ti senti un po' solo e ti prende anche un po' il nervoso, ma poi decidi che la giornata deve cambiare, ti alzi dalla sedia scappi alla stazione prendi il treno torni a casa, mangi, magari neanche così tanto, ti riposi un po' la cerchi, ti fa aspettare, ma cerchi di essere tranquillo a tutti i costi, poi ti chiama lei e ti senti un Dio, ti senti dentro una gran forza e allora chiami un amico e esci a fare due chiacchiere, torni a casa e scaldi le tue ossa rinfreddolite. Forse non è molto, ma per come era cominciata la giornata direi che aver deciso di cambiare i programmi sia stat una buona scelta, e ora non rimane che pasare la serata... Però ora sto bene e mi basta.
 

100

Oggi sono i fatdici 100 giorni agli esami di maturità,e come ogni anno i treni sono stati invasi da un'orda di liceali in cerca della fatidica benedizione della lucertola pisana.
L'universitario che si trova davanti questi suoi ex colleghi a volte può rimanere sbigottito dalle cose che questi riescono a dire.
La perla di quest'anno spetta al sosia vocale di Silvio Muccino detto er Lisca che durante il viaggio verso casa ripensando alle sue 100 azioni stupide ha formulato la formidabile moltiplicazione secondo cui 100x100=1000 peccato che abbia scordato uno zero di quelli che contano. Caro Muccino2 stai attento che se tra 100 giorni scrivi nel compito una boiata del genere ti ritrovi a pulire i pavimenti con il culo.
Ma Muccino2 non poteva certo limitarsi a questa massima matematica, in quanto dopo aver ricevuto 3 squilli anonimi che lo sorprendevano nel bel mezzo dei suoi filosofici discorsi non si è certo accorto che tali suoni provenivano dal cellulare di uno dei suoi compagni di classe che gli stavano seduti di fianco! Ah Muccino2 che mente brillante che sei!
Certo la maturità fa paura, ma se la può fare Muccino2 tornassi indietro sarei stato moooolto più tranquillo 
 
P.S. Il nome Muccino2 è frutto della fantasia di Erika che ringrazio per la dritta.
3月7日

Sguardi

Non sembra neanche vero che tutto questo stia succedendo, niente potrebbe sembra più un sogno di questi giorni.
Sento le tue mani che mi cercano nel vento e le tue labbra che ormai sanno di salsedine, non c'è niente di meglio di una corsa sulla rena per fermare nel tempo questi istanti.
Alla luce di questa candela però non rimane che solo mezzo bicchiere di vino, solo le parole sfuggono al barlume che scopre i nostri abbracci.
I treni sono fatti per viaggiare andata e ritorno, senza scampo, ma le macchine stanno bene anche quando sono ferme, lasciando che i contorni non si distinguano più e qualsiasi luogo sia qui o lì.
Non c'è certezza nella realtà forse essa esiste solo al cinema dove tutto è finzione, dove un bacio a cadere una lacrima, e un tacco si confonde con una felpa.
Gli sbadigli sono la consuetudine dei dopocena familiari, nei quali non sai più quale sia la tua casa, ma capisci dove è il tuo cuore. 
Tutto questo che cos'è, un sogno? Realtà? O nessuna delle due? Meglio finire questa birra scura, salutare la vecchia Molly e cercare una risposta in cielo.
 
 
2月6日

Il notiziario infelice

Io capisco che ci siano persone che per il ruolo che ricoprono nella società siano considerate più importanti, ma a me che cavolo me ne frega se la moglie di Berlusconi si sente offesa dalle parole che il marito rivolge ad altre donne, in fin dei conti al massimo io il caro cavaliere al massimo potrei votarlo (Dio me ne guardi e mi fulmini e mi pianti un palo nel c**o se lo faccio) mica me lo devo portare a casa come un peluche vinto alla fiera.
Quindi "Repubblica" che cavolo mi pubblichi le lamentele dell'infelice consorte dell'ex premier, e poi voi maledetti telegiornali con tutte le cose che possono succedere in una nazione malandata come la nostra perchè dedicate più di mezzo telegiornale all'esame letterale della lettera di scuse dell'allegro marito nemmeno fosse poi un gioiello della letteratura...
Ma dopo questo notiziario pensi forse parlano di questo perchè i momenti brutti sono passati e si può giocare sulle vicende coniugali di Silvio e consorte, invece il giorno dopo ti trovi sbattuta in faccia la morte di un poliziotto macellato dalla lucidità della violenza, e allora cade il silenzio.
12月7日

dedicato a te

A te puttana sconosciuta
alle tue gambe finalmente rigide
ai tuoi piedi freddi
al tuo cuore senza amore
alla tua lapide sfinita.
 
 
 
11月16日

Lo sdoppiamento

Entro nella stanza, con te che mi precedi e mi presenti ai tuoi amici, li saluto, sembrano simpatici.
Mi siedo e ti guardo mentre prepare da mangiare aiutata da tute le tue amiche meno una. Mi metto a parlare con lei.
Mi piace. Si stacca da tutte voi per ogni minimo particolare e si porta dentro il suo dolore, ma lo fa con il silenzio e la dignità della donna ferita.
Lei si muove piano, senza scatti e il suo modo di parlare sottolinea la sua convinzione, e la consapevolezza di aver passato un brutto periodo, ma di esserne uscita in piedi. Mi attira.
Ah hai già preparato tutto bene, allora mangiamo, tu parla tranquilla e non ti preoccupare se la guardo continuamente. Si ci stiamo divertendo molto e adesso che lei si è alzata e ha messo questo disco va tutto molto meglio.
Si alzati vai pure a rigovernare tanto io parlo con lei, sai è veramete simpatica, e i suoi occhi nascosti dal trucco sono bellissimi.
Le sue mani sembrano tranquille nel loro articolare i discorsi che escono dalle sue labbra. certo che sei carina mentre spazzi, ma parlare con lei è così facile, così naturale soprattutto adesso che mi si è seduta vicino. Ti guardo so di amarti e che non devo tradirti per questo continuo a parlare, ma la mia testa si vorrebbe girare e sento che anche la sua vorrebbe unirsi alla mia anche solo per un bacio furtivo, per ballare il nostro unico tango.
Mi alzo è già ora di andare ti prendo la mano ed usciamo abbracciati, mentre intanto lascio il mio doppio là dentro a ballare con il suo, li lascio girare vorticosi l'uno intorno all'altro, intrecciare i passi per costruire un sentiero senza destinazione a fondersi in un unico doppio.   
 
 
11月1日

Halloweeno

Salve, fortunatamente Halloweeno (come lo chiamo io) è passato, anche per quest'anno questa festa baracca è passata.
Perchè Halloweeno non mi piace? semplice perchè non ho ancora capito che festa sia. Alcuni dicono che sia una tradizione anglosassone che è stata esportata anche da noi solo per fini commerciali, altri dicono che sia una antica tradizione celtica con la quale si ringraziavano la primavera e l'estate appena passati, durante la quale si svolgeva un rituale in cui una sacerdotessa si univa al re cervo.
Bene il fondamento comune delle due versioni è hce la tradizione non è di certo mediterranea, anche se anche nelle nostre zone sono molte le storie di streghe e mostri vari, bene e così si spiegherebbe perchè non sia una festa molto sentita.
Sicuramente la versione più affascinante delle due che conosco è la seconda.
Beh si sarebbe tutta un'altra festa se le persone dovessero cercare un contatto maggiore con la natura e vivere il rapporto della sacerdotessa e del re cervo. Un motivo anche maggiore per eseguire questa celebrazione sarebbe l'enorme somiglianza con i baccanali greci, ben descritti in Baccanti di Euripide.
Bene ho tovato l'unico motivo d'interesse che ho verso Halloweeno, cercare le somiglianze dei riti nordici con quelli mediterranei. 
Beh oguno ha il suo motivo per festeggiare, via ma anche per quest'anno è passato, quindi rimandiamo al prossimo Halloweeno 
 
10月26日

Waltzing Matilda

Invio questa canzone dei "Pogues" che, anche se un po' lunga, riesce a far riflettere su diversi temi primo fra tutti quello dell'initulità della guerra.

 

AND THE BAND PLAYED
WALTZING MATILDA

When I was a young man I carried my pack
And I lived the free life of a rover
From the Murrays green basin to the dusty outback
I waltzed my Matilda all over
Then in nineteen fifteen my country said Son
It's time to stop rambling 'cause there's work to be done
So they gave me a tin hat and they gave me a gun
And they sent me away to the war
And the band played Waltzing Matilda
As we sailed away from the quay
And amidst all the tears and the shouts and the cheers
We sailed off to Gallipoli

How well I remember that terrible day
How the blood stained the sand and the water
And how in that hell that they called Suvla Bay
We were butchered like lambs at the slaughter
Johnny Turk he was ready, he primed himself well
He chased us with bullets, he rained us with shells
And in five minutes flat he'd blown us all to hell
Nearly blew us right back to Australia
But the band played Waltzing Matilda
As we stopped to bury our slain
We buried ours and the Turks buried theirs
Then we started all over again

Now those that were left, well we tried to survive
In a mad world of blood, death and fire
And for ten weary weeks I kept myself alive
But around me the corpses piled higher
Then a big Turkish shell knocked me arse over tit
And when I woke up in my hospital bed
And saw what it had done, I wished I was dead
Never knew there were worse things than dying
For no more I'll go waltzing Matilda
All around the green bush far and near
For to hump tent and pegs, a man needs two legs
No more waltzing Matilda for me

So they collected the cripples, the wounded, the maimed
And they shipped us back home to Australia
The armless, the legless, the blind, the insane
Those proud wounded heroes of Suvla
And as our ship pulled into Circular Quay
I looked at the place where my legs used to be
And thank Christ there was nobody waiting for me
To grieve and to mourn and to pity
And the band played Waltzing Matilda
As they carried us down the gangway
But nobody cheered, they just stood and stared
Then turned all their faces away

And now every April I sit on my porch
And I watch the parade pass before me
And I watch my old comrades, how proudly they march
Reliving old dreams of past glory
And the old men march slowly, all bent, stiff and sore
The forgotten heroes from a forgotten war
And the young people ask, "What are they marching for?"
And I ask myself the same question
And the band plays Waltzing Matilda
And the old men answer to the call
But year after year their numbers get fewer
Some day no one will march there at all

Waltzing Matilda, Waltzing Matilda
Who'll come a waltzing Matilda with me
And their ghosts may be heard as you pass the Billabong
Who'll come-a-waltzing Matilda with me?

10月24日

Maya

Proprio in questi giorni stavo riflettendo grazie al libro "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Gracia Marquez su come il corpo si trasforma col passare del tempo.
Beh alla fine devo dire che è stato utile, perchè ho finalmente capito la grandezza della "Maya desnuda" di Goya. Per chi non l'avesse presente ne metto una riproduzione qui sotto.
 
 
Quando ho visto quest'opera per la prima volta non c'ho trovato niente di così straordinario, ho pensato che era un bellissimo quadro facilmente riconoscibile di Goya, non molto di più.
Avevo notato che l'opera era stat dipinta con una particolare cura, con una delicata raffinatezza, soprattutto nelle trine dei cuscini, e con una spaventosa semplicità, nel viso della Maya.
Adesso posso dire che del quadro avevo visto tutto fatta eccezione del soggetto principale, cioè non ero riuscito a leggere quella che è la forza dirompente del corpo della Maya. La sua forza non è la nudità ma la sua nuda giovinezza.
La maya mantiene ancora intatta la sua forza perchè è giovane, ha la pelle liscia, il viso smaliziato, perchè nel suo essere soggetto di un ritratto ci invita a godere di lei, del suo petto gonfio e del suo ventre giovane.
La Maya non è pudica, sa che l'attimo che percorre sarà irripetibile, sa che il suo corpo, è caduco come tutte le cose vitali, e per questo mortali.
Maya sa che dopo trenta anni lo stesso ritratto non avrebbe più significato di quello di una natura morta, per questo con le mani dietro la schiena si adagia sul letto per invitarci a godere della vista del suo corpo, così da farci capire che gli attimi passano senza che noi ce ne accorgiamo e magari senza sapere di averli vissuti.  
10月21日

Stadio

Ed ora un bell'intervento per alleggerire un po' i toni di questo blog.
Giovedì sera sono stato allo stadio a vederemi il Livorno, che soddisfazione, s'è perso, ma c'era una bellissima atmosfera.
Il tempo è stato veramente inclemente visto che è piovuto a dirotto dal primo all'ultimo minuto, ma il tifo c'è stato lo stesso.
La cosa più bella credo siano stati i tifosi scozzesi che sono passati sotto la gradinata mezzi ubriachi cantando "I'm singing in the rain", la cosa terrificante era che loro erano in felpa mentre noi livornesi eravamo tutti bardati come per andare in una palude: mantelle, stivali, ombrelli.
Grande serata alla faccia della pioggia visto che abbiamo cantato per 90 minuti di fila, e anche se non abbiamo vinto ci siamo fatti proprio una bella serata.
Alè Livorno
Se guardate bene forse mi vedete tra il rosso dei fumogeni.